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"Shakers & Co."

 

Tecniche Basilari ed Avanzate per imparare a suonare

 

 Shakers - Tambourine - Caxixi - Cabasa - Triangolo

 

 

 

Durante i miei anni di studio ho praticato diverse tecniche e strumenti a percussione, ma ho sempre avvertito la mancanza di un metodo che si rivolgesse in maniera specifica al mondo delle piccole percussioni come gli shakers e la mezzaluna. Questi strumenti, spesso sottovalutati, nel corso della mia carriera professionale si sono rivelati fondamentali, soprattutto in generi quali il pop, il rock, il blues, il latin, il jazz, la fusion, nonchè in studio di registrazione, nei lives o sui palchi televisivi. Questa è la principale ragione per cui ho voluto creare un metodo con esercizi che potessero aiutare i percussionisti a migliorare e perfezionare la tecnica e il controllo di questi strumenti. Nel metodo troverete tecniche basilari, avanzate e applicazioni per imparare a suonare:

 

Shakers - Caxixi - Tambourine - Cabasa - Triangolo

 

All'interno di un percorso di studi, è tendenzialmente insufficiente il tempo dedicato a migliorare la propria tecnica nell’uso di questi “strumentini”. Ci si limita, per lo più, ad un mero approccio  elementare senza curarsi del suono, della meccanica dei movimenti o di particolari ritmiche. Per non parlare del fatto che quasi mai essi si studiano in combinazione tra loro o in set up.

Il metodo si propone di offrire un ausilio tecnico nello studio – e nell’approfondimento – dei suddetti strumenti, attraverso un’illustrazione sintetica, ma mirata, delle tecniche basilari ed avanzate. Per ciascuna di esse, vengono proposti degli esercizi appositamente creati per integrarli nel set, ricreando situazioni reali che si possono incontrare nella propria carriera professionale. Ad esempio:

Shaker & Congas - Due Shakers - Shaker & Tambourine

Due Caxixi - Caxixi & Djembè/Darbouka

Cabasa & Foot Pedal Tambourine & Tamborim

 

Si tratta, difatti, di esercizi d'indipendenza e coordinazione tra i soli arti superiori e tra questi e quelli inferiori, applicando alle ritmiche base dei cicli poliritmici e polimetrici.

Chi si accinge allo studio del presente metodo, dovrebbe porsi la seguente domanda:

“Saresti in grado di registrare un qualunque strumento preso in esame in questo metodo, con il giusto timing e massima accuratezza nell’esecuzione? NO?”

Con l’approssimazione tecnica che spesso caratterizza l’esecuzione di questi strumenti, è in studio di registrazione, nei lives o nelle audizioni importanti – dove c’è molta tensione – che vengono fuori tutte le imperfezioni esecutive, lo scarso controllo dello strumento, la poca accuratezza nei suoni e l’assenza di timing.

Per i percussionisti, gli shakers sono sicuramente tra gli strumenti più utilizzati e non è raro scoprire, quando ormai è troppo tardi, di non essere in grado di suonarli come si dovrebbe. Le produzioni musicali si realizzano in tempi molto stretti e al musicista viene richiesta una perfezione esecutiva pressoché assoluta, in modo da ridurre al minimo i costi di produzione. Di conseguenza il percussionista che non avrà sviluppato un perfetto controllo di tutti gli strumenti del proprio set up, perderà importanti ingaggi ed audizioni. Per essere dei veri professionisti, è obbligatorio eliminare le lacune che possano mettere in difficoltà.

Con l’augurio che questo metodo possa costituire un valido aiuto nello studio e nell’approfondimento di questi indispensabili strumenti.

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Leggi la recensione, a cura di Antonio Gentile, apparsa su Drumset Mag

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© Carlo Marzo

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